Il Blog di Livia Turco

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Categoria: Post

RU 486: bene Aifa. Sconfitta la destra

20 Ottobre, 2009 (09:54) | Post, Dichiarazioni | Da: Livia Turco

”Sono molto soddisfatta del via libera definitivo alla Ru 486 da parte dell’Agenzia italiana del farmaco. Nonostante i tentativi degli esponenti della destra e del governo di bloccare la commercializzazione della pillola, alla fine ha avuto la meglio la valutazione tecnico-scientifica sull’ideologia”.

Questa la dichiarazione di Livia Turco rilasciata ieri alle agenzie subito dopo l’autorizzazione dell’Aifa alla commercializzazione in Italia della Ru 486. 

Testamento biologico: sì al diritto “mite”

2 Ottobre, 2009 (16:08) | Post | Da: Livia Turco

Credo anch’io come Angelo Panebianco (vedi Corriere della Sera del 30 settembre scorso) che la strada da percorrere per una buona legge sulle dichiarazioni anticipate di volontà sia quella di una legge “il più possibile liberale, che lasci alle persone spazi di autonomia dallo Stato e che scommetta sulla responsabilità degli informati e competenti sul caso singolo”. Citando l’importante documento degli Ordini dei medici e delle Società scientifiche votato in un  convegno a Terni nello scorso aprile, la strada è quella del “diritto mite”, per costruire un bilanciamento di valori tra rispetto della volontà del paziente e la sua presa in carico costante ed amorevole per rispettarne fino all’ultimo la dignità umana, e dunque la vita. Ciò può essere ricercato e costruito solo all’interno di una relazione di cura medico-paziente che sia relazione di fiducia e nella comunità di affetti che circonda la persona malata. È questa, io credo, la zona grigia di cui parla Panebianco. Ed è proprio questa relazione e questa comunità di affetti, una sorta di diritto affettivo, che la legge deve riconoscere, sostenere e valorizzare. Anche perché solo all’interno di questa relazione di fiducia e di amorevolezza la volontà della persona può formarsi, esprimersi ed essere ascoltata. La volontà non è una decisione solipsistica governata dalla signoria della mente ma un progetto di vita. Le dichiarazioni anticipate di volontà non sono un succedaneo del consenso informato, non devono dire ora un sì o un no per un determinato trattamento. Esprimono un progetto di vita e di coerenza, indicano una scelta. Non a caso la Convenzione di Oviedo nell’art. 9 dice che bisogna “tenere in considerazione i desideri espressi dal paziente”. Per questo credo che anche sull’argomento controverso della nutrizione e idratazione la legge deve riconoscere, sostenere e rispettare la relazione di fiducia tra medico e paziente che non può che basarsi sulla esplicitazione e il riconoscimento della volontà del paziente medesimo. La forza e la intensità della relazione di cura  e della comunità di affetti è la sola che può consentire di attualizzare la volontà e la scelta al letto del paziente. Può arrivare anche a disattendere quanto il paziente ha indicato nella Dat se il medico e i familiari ravvisano una  motivata prospettiva di beneficio terapeutico da scrivere nella cartella clinica e fino a quando essa sia ragionevolmente attesa. Sono convinta che questo possa essere un interessante punto di incontro.

Livia Turco

larticolo di panebianco

A Roma si parla ancora de “Il Muretto”

29 Settembre, 2009 (16:55) | Post | Da: Livia Turco

Il prossimo mercoledi 30 Settembre  alle ore 17,00 presso la Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19 si svolgerà la presentazione del libro di Livia Turco “Il muretto - Storie di ordinaria convivenza tra italiani e immigrati”.

Interverranno:
Delia Murer, Deputata del Partito Democratico
Aldo Morrone, Direttore dell’Istituto Nazionale promozione della salute delle popolazioni migranti
Riccardo Iacona, autore e regista, Terza Rete Rai
Coordina il dibattito: Bianca Berlinguer
Sarà presente l’autrice
Organizza DIFFERENZA DONNA

I paradossi del pacchetto sicurezza

8 Maggio, 2009 (13:02) | Post | Da: Livia Turco

Nato e venduto come una risposta seria e decisa contro la criminalità, il disegno di legge sulla sicurezza sta mostrando il suo vero obiettivo. Ridisegnare dalle fondamenta i diritti della persona, subordinandoli al possesso del permesso di soggiorno, trasformando così questo strumento di identificazione e regolarizzazione in un feticcio razzista e discriminatorio.
Una discriminazione palese laddove si vincola il possesso del permesso alla fruizione dei più elementari e vitali servizi pubblici, fino alle restrizioni inaccettabili al ricongiungimento familiare dei genitori naturali con i propri figli minori o al diritto di sposarsi se privi di un permesso in regola.
E tutto ciò in una realtà burocratica, come quella italiana, dove molti immigrati regolari e residenti in Italia da anni, attendono spesso anche fino a 24 mesi il rinnovo del loro permesso di soggiorno.
Chi vuole questa legge vuole imporre in Italia una cultura che non ci appartiene. Fatta di diffidenza, paura, discriminazione. Senza rendersi neanche conto dei paradossi che tale furore anti-immigrati rischia di provocare.
Il primo è il paradosso dei poveri che non hanno identità. Il ddl prevede che “l’iscrizione e la richiesta di variazione anagrafica sono subordinate alla verifica da parte dei competenti uffici comunali delle condizioni igienico sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza ai sensi della vigente normativa sanitaria”. Secondo i dati Istat, una casa in cui vivere comodamente è ancora un miraggio per molti italiani: lo 0,7% delle famiglie italiane non ha i servizi igienici nell’abitazione, l’1,2% non ha una doccia o una vasca da bagno, l‘1,3% non ha l’acqua calda. Ebbene, secondo il ddl sicurezza, queste persone (circa 6/700 mila) rischiano di perdere il diritto ad avere un’identità e con essa gli si vuol far perdere anche il diritto a votare, ai servizi sanitari, alla tutela dei minori e ai servizi sociali.
Vi è poi il paradosso dell’immigrato per bene equiparato al criminale. Si manifesta con l’art. 21 del ddl che introduce il reato di immigrazione clandestina. L’aspetto più grave di questo articolo è che uniforma in un unico trattamento sanzionatorio le posizioni di chi è entrato clandestinamente e di chi, pur entrato regolarmente, si sia trattenuto in Italia più del consentito. Accomunando tutte le situazioni di soggiorno irregolare diverrà giuridicamente impossibile trattare in modo differenziato la badante che lavora onestamente alla quale sia scaduto il permesso di soggiorno da coloro che costituiscono un problema reale, perché criminali, per la sicurezza dei cittadini.
Vi è poi il paradosso della lotta alla clandestinità che genera clandestinità e società insicure. La legge contiene aggravanti per chi entra in modo clandestino basandosi quindi ancora una volta sull’assioma “più sanzioni-meno ingressi”, senza valutare come tale equazione abbia già fallito con la Bossi-Fini. Solo nell’ultimo anno gli sbarchi sono aumentati del 107%, mentre i rimpatri hanno riguardato solo il 36% degli immigrati irregolari.
Questi numeri ci dicono con chiarezza che la clandestinità si vince solo rendendo praticabile e conveniente l’ingresso regolare per lavoro e promuovendo politiche per l’integrazione. Al contrario, con questa legge, quello che prevale è la volontà di trasformare l’immigrato, di cui il nostro Paese ha un bisogno vitale, in un “ospite sgradito”. Tutto doveri e niente diritti.

Livia Turco

lettera-al-corriere-della-sera.pdf

Una bella recensione de “Il muretto”

29 Aprile, 2009 (11:10) | Post | Da: Livia Turco

Il 27 aprile scorso l’editore Donzelli ha organizzato una presentazione del mio libro “Il Muretto” a Roma, presso la scuola elementare Carlo Collodi nel quartiere del Trullo. Un incontro molto bello cui hanno preso parte Gianni Alemanno, Massimo D’Alema, Stella Maris Ferrari, Paolo Franchi, Marianna Madia e Giovanni Paris.
L’indomani, sul Corriere della Sera, è apparsa una recensione del libro di Paolo Fallai che mi ha molto colpita.
Per questo ve la voglio proporre.

corriere-della-sera-recensione-de-il-muretto.pdf

Il muretto: un libro per l’integrazione

27 Aprile, 2009 (16:35) | Post | Da: Livia Turco

LUNEDI’ 27 APRILE ore 17.30
SCUOLA COLLODI – Via Massa Marittima 1
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“Il Muretto” di Livia Turco

Il muro di Padova, la scuola Collodi del Trullo e un centro antiviolenza a Roma, via Piave a Mestre, una coppia mista a Napoli, i bagni pubblici di Torino:sono questi i luoghi e le storie di “comune” immigrazione e di riuscita integrazione che Livia Turco ci racconta in questo libro pubblicato da Donzelli Editore.

“L’Italia non è solo una società impaurita, è anche una società che ha saputo combattere la paura. C’è un’Italia profonda, normale, sempre più ampia, che ha vissuto il conflitto con gli immigrati, ma ha saputo affrontarlo e governarlo. Sono i quartieri, le scuole, le aziende, sono i borghi abbandonati e ripopolati dagli immigrati, sono gli ospedali, sono i reparti maternità, sono le famiglie. E’ l’Italia che ci dice che mescolati si vive meglio e che la paura dell’altro è come il muretto: può essere scavalcato e può favorire l’incontro”.

INTERVENGONO: Gianni Alemanno, Massimo D’Alema, Stella Maris Ferrari, Marianna Madia.

INTRODUCE: Giovanni Paris COORDINA: Paolo Franchi

Sarà presente l’Autrice.

SCUOLA COLLODI
Via Massa Marittima 1
00148 Roma