Il Blog di Livia Turco

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Month: Settembre, 2009

Testamento biologico: entriamo nel merito

29 Settembre, 2009 (17:10) | Dichiarazioni | Da: Livia Turco

“Voler stabilire fin da adesso quanto durerà la discussione in commissione della legge sul testamento biologico, come tenta di fare Di Virgilio, è ridicolo. Lasciamo stare il calendario ed entriamo piuttosto nel merito della questione. È questo l’unico modo per poter fare un buon lavoro come abbiamo fatto sulle cure palliative. Il problema non è la data entro cui concludere la discussione ma la qualità della legge”. Lo dichiara Livia Turco, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera. (Adn Kronos)

A Roma si parla ancora de “Il Muretto”

29 Settembre, 2009 (16:55) | Post | Da: Livia Turco

Il prossimo mercoledi 30 Settembre  alle ore 17,00 presso la Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19 si svolgerà la presentazione del libro di Livia Turco “Il muretto - Storie di ordinaria convivenza tra italiani e immigrati”.

Interverranno:
Delia Murer, Deputata del Partito Democratico
Aldo Morrone, Direttore dell’Istituto Nazionale promozione della salute delle popolazioni migranti
Riccardo Iacona, autore e regista, Terza Rete Rai
Coordina il dibattito: Bianca Berlinguer
Sarà presente l’autrice
Organizza DIFFERENZA DONNA

Ru486: l’indagine parlamentare è inutile

29 Settembre, 2009 (14:01) | Dichiarazioni | Da: Livia Turco

“La politica non deve interferire nel lavoro che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco)  ha fatto da tre anni con grande scrupolo sulla pillola Ru 486. Il presidente Pecorelli ha confermato che l’indagine parlamentare è inutile e che, di fatto, è una perdita di tempo per il Parlamento”. Così in una nota Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, commentando le affermazioni del presidente dell’Agenzia del farmaco, Sergio Pecorelli.
“Definire la compatibilità - prosegue Turco - della pillola con la legge 194 è compito dell’Aifa, del Governo e delle Regioni e non del Parlamento che ha un ruolo di controllo e proposta. Piuttosto chiediamo che Governo e Regioni vengano in commissione alla Camera a illustrare le linee guida dell’utilizzo della Ru 486, come da tempo chiediamo inascoltati. Il Parlamento - conclude - non sconfini o interferisca in questioni tecniche e non supplisca il governo nella definizione delle linee guida”. (AGI)

Sesso e politica: Berlusconi riferisca in Parlamento

25 Settembre, 2009 (12:58) | Documenti | Da: Livia Turco

Era il 30 luglio scorso. In un’Italia stordita dall’afa e un po’ distratta dalle imminenti ferie estive, insieme ad altri parlamentari del Pd avevamo rivolto un’interpellanza al Presidente del Consiglio, invitandolo a venire in Parlamento per dirimere la nebbia dei sospetti, allusioni e gossip. Dal caso “Noemi” in poi. Fino alle più recenti rivelazioni sui “festini” di Palazzo Grazioli.

Purtroppo a tutt’oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.

Per questo vi ripropongo il testo di quell’interpellanza. Giudicate voi della sua attualità:
Interpellanza (30 luglio 2009)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio, per sapere,

premesso che:

  • da molti mesi gli italiani e le italiane hanno appreso da servizi fotografici, interviste e dichiarazioni mai smentite che nella villa Certosa in Sardegna e a Palazzo Grazioli a Roma, divenuta peraltro sede di governo, il Presidente del Consiglio era
    solito trattenere incontri e feste con giovani donne anche minorenni che ricevevano in cambio denaro e promesse di promozioni professionali, anche nell’ambito della rappresentanza politica come candidate nelle istituzioni;
  • numerose testimonianze evidenziano l’esistenza di un sistema di scambio tra relazioni sessuali, denaro, potere che ha il suo epicentro nella figura del Presidente del Consiglio;
  • il dovere primario di un Presidente del Consiglio è tutelare le istituzioni come bene pubblico, essere d’esempio nell’applicazione della Costituzione, essere coerente con gli impegni elettorali assunti e trasparente nei comportamenti;

se non ritenga opportuno riferire in Parlamento e chiarire questi fatti per rispondere agli interrogativi che stanno di fronte all’opinione pubblica italiana e di tutto il mondo;

se non ritiene che in questi comportamenti non si ravvisi una violazione dei principi che discendono dagli articoli 2, 3, 51, 54 della Costituzione e la Convenzione Europea per i diritti umani che prevedono il rispetto della dignità della persona ed il
riconoscimento dell’eguaglianza uomo- donna nella sfera pubblica e nelle istituzioni elettive, il dovere di adempiere alle funzioni pubbliche con disciplina ed onore;

se non ritiene di dover pronunciare parole di rispetto e stima nei confronti delle donne per il ruolo rilevante e prezioso che esse svolgono  nella famiglia, nella società e nelle istituzioni;

se non ritiene di dover adottare misure e promuovere riforme per garantire che la selezione della classe dirigente del nostro paese ad ogni livello e grado avvenga sulla base della più scrupolosa osservanza del merito, della competenza e della dedizione al bene comune.

Turco L., Amici, Bellanova, Bossa, Calgaro, Cenni, Codurelli, Concia, Coscia, D’Incecco, Froner, Garavini, Ghizzoni, Doris Lo Moro, Lucà, Murer, Pollastrini, Sabina Rossa, Sbrollini, Schirru, Siragusa, Velo, Villecco, Callipari, Zaccaria, Zampa.

Cure palliative: ce l’abbiamo fatta!

24 Settembre, 2009 (11:18) | Articoli pubblicati | Da: Livia Turco

Di seguito l’articolo apparso su L’Unità del 20 settembre scorso con il quale si dà notizia dell’approvazione alla Camera del ddl sulle cure palliative fortemente voluto dal Pd.

In calce all’articolo il link con il testo del ddl approvato.

Il diritto alla terapia anti-dolore

di Livia Turco

Nessuno sia solo e senza dignità nella malattia, nessuno sia solo e senza dignità nelle fase finale della vita, nessuno subisca il dolore di una malattia quando può essere evitato. Questi sono gli obiettivi delle cure palliative e delle terapie anti dolore.
In Italia ci sono 250.000 malati terminali, di cui 10.000 bambini e adolescenti. 160.000 sono malati oncologici e 90.000 affetti da altre patologie. Solo il 40% dei malati oncologici e solo 1% di quelli non oncologici ha accesso alle cure palliative. Il 25% della popolazione vive una malattia cronica con dolore acuto che diventa così malattia nella malattia. Poche sono però le persone che accedono alle terapie antalgiche. Siamo gli ultimi in Europa per l’uso di farmaci antidolore.
E’ dunque molto importante la legge votata all’unanimità alla Camera e da noi tenacemente voluta “Disposizioni per la promozione delle cure palliative e delle terapie del dolore”. Essa definisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore come un diritto per assicurare la dignità della persona e come una presa in carico complessiva della persona nella sua dimensione fisica, psichica e spirituale.
La legge si propone di realizzare due diritti fondamentali: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita, sia essa la casa, l’hospice, l’ospedale, la casa di riposo; la continuità di cura, per assicurare tutto il percorso di avvicinamento alla morte una presenza costante di operatori competenti. Questi due diritti sono resi possibili attraverso la costruzione di una rete di servizi e prestazioni dotata di un team multidisciplinare che costituiscono “i livelli essenziali di assistenza sociali e sanitari”. La legge dedica inoltre molta attenzione alle cure palliative pediatriche e prende in carico tutti i malati terminali non solo quelli oncologici. E’ prevista inoltre la semplificazione della prescrizione dei farmaci anti dolore con il superamento del “ricettario speciale” e il passaggio nella farmacopea di principi attivi cannabinoidi che sono importanti per lenire il dolore di malattie come la sclerosi laterale amiotrofica e la sclerosi multipla.
Ci dispiace che il governo e la maggioranza non abbiano accettato un altro punto fondamentale da noi posto per cui ci siamo tenacemente battuti: il riconoscimento della professionalità degli operatori che hanno maturato sul campo lavorando negli hospice e nelle strutture, di cure palliative. E la mancata definizione di una specializzazione medica post laurea.
Infine, la questione delle risorse. Esse restano ancora insufficienti. Tuttavia un importante risultato essere riusciti a strappare attraverso una forte battaglia, 150 milioni di euro annui per il prossimo triennio alla promozione delle rete delle cure palliative e delle terapie antidolore.
La legge prevede inoltre strumenti di controllo e monitoraggio per verificare la promozione della rete medesima su tutto il territorio nazionale superando le profonde disparità territoriali attualmente esistenti. La storia delle cure palliative nel nostro paese è recente, nasce da un movimento di operatori, associazioni laiche e cattoliche e volontari. Ricordo Vittorio Ventaffridda, Gigi Ghirotti, Virginio Floriani. Ricordo inoltre una donna infermiera e poi medico, Cicely Saunders che fondò nel 1967 il San Cristofer Hospice la prima struttura di cura palliativa al mondo. A loro và un pensiero grato ed il riconoscimento della straordinaria generosità e competenza.
Mi auguro che questa legge sia un buon viatico per quella sul “Testamento biologico”. Le cure palliative infatti si nutrono del rispetto delle persone delle pietas, dell’ascolto della sua volontà, dell’accompagnamento per non lasciarla mai sola.
Questa modalità di assistenza e questi valori etici devono dovranno anche essere alla base della legge sulle “Dichiarazioni anticipate di volontà”.

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