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Sla. Ci voleva il morto, anche il Pd ha taciuto

25 Ottobre, 2013 (16:40) | Interviste | Da: Redazione

 Intervista di Livia Turco a L’Unità del 25 ottobre 2010

È un paradosso della incapacità dell`Italia di fare riforme, a parole tutti sono d`accordo che l`assistenza domiciliare dà sollievo a malati e famiglie e fa risparmiare il servizio sanitario. Ma si taglia sempre lì. Livia Turco, ex ministro alle politiche sociali, ex ministro della sanità è furibonda.

Perché i malati d i Sla devono fare lo sciopero della fame e della sete e protestare davanti al Mef?

«Premetto che leggo con grande favore i cinque punti dell`accordo raggiunto con il ministero dell`economia. Do atto con piacere che questo governo ha invertito la tendenza stanziando dei soldi nella legge di stabilità. Cose importanti e concrete che vanno nella direzione giusta».

Questa è la premessa. Qual è il “ma”?

«Il problema che mi pongo, pur avendo ben presente la durezza del governare, è come sia possibile che alcune cose si perdano per strada. I punti indicati nell`accordo al Mef erano già legge nel 2008. L`aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza era in un decreto del governo Prodi».

Poi c`è stato il governo Berlusconi

«Il centro destra ha azzerato, revocato il decreto, considerato troppo costoso e non in linea con i tagli alla sanità. Con il ministro Balduzzi, i Lea dovevano essere aggiornati entro il 2012. Ora lo stesso aggiornamento è finito nel Patto sulla salute per il quale il governo ha allestito ben 10 tavoli. E stiamo parlando di cose chiarissime, acquisite, indispensabili, come il nomenclatore tariffario e l`assistenza domiciliare. Mi sconcerta che, pur avendo le leggi, si debba sempre ricominciare da capo».

Qual è la sua opinione, perché si fa come il gambero?

«Bisogna decidere le vere priorità del paese e, su questo, c`è una differenza radicale fra centro destra e centro sinistra. Quando abbiamo governato noi, sanità pubblica, politiche sociali e livelli essenziali di assistenza sono stati priorità assolute, poi stralciate dal centro destra. Anche ora, c`è stato un incremento nella legge di stabilità e nel documento in cinque punti si annuncia un ulteriore incremento. Ma, se devo essere schietta e chiara, bisognava fare di più».

L`incremento del governo Letta è stato dopo che i fondi per l`autosufficienza erano stati ridotti all`osso.

«Azzerati. Il governo di centro destra li ha azzerati. E il governo Monti non ha fatto nulla, se non aumentare un po` la social card e, dare un po` di soldi dopo lo sciopero dei malati di Sla. Ricordo il ministro Fornero, in commissione, sostenere che il sociale è solo assistenza, quindi il sociale per il governo Monti non era una priorità. E il governo Letta ha fatto passi troppo timidi».

Perché questa sordità?

«C`è un tremendo buco culturale. Gli unici a capire sono i sindaci, che hanno a che fare con la gente in carne e ossa, che sanno cosa significa assistenza domiciliare integrata, cosa sono i centri diurni e i trasporti pubblici per portare i disabili a scuola. Servizi essenziali che si stanno riducendo, si taglia sulla carne viva delle persone. E purtroppo non sento dire che le politiche sociali sono una grande priorità neanche dal partito democratico».

È critica verso il suo partito?

«Sì, sono polemica anche con il mio partito. Non mi basta criticare il centro destra che ha azzerato i fondi, chiedo al mio partito, per favore, di essere più energico. Si parla molto di esodati e di cassa integrazione. Benissimo. Ma ci vuole il morto, in questo dannato paese, per scoprire che ci sono anche i malati di Sla. Anche. Non mi sta bene quell`anche. Persone fragili, disabili gravi, costrette a manifestare e a rimetterci la pelle per farsi vedere e ascolta re. E non ci vorrebbero molti soldi per affrontare il problema. Se si investe sempre, in modo continuativo, sulla rete del servizio domiciliare integrato, è un euro al giorno. Ma, se tagli, si arriva a zero. E il mio partito ha taciuto».

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