Il Blog di Livia Turco

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Basta con il teatrino della politica che parla di posti e rimpasti di governo

1 Dicembre, 2020 (17:58) | Articoli pubblicati, Senza categoria | Da: cesare fassari

Basta con il teatrino della politica che parla di posti, rimpasti di governo, litigi! Quanto di più lontano dalla vita delle persone! Questo riguarda tutti: chi quel teatrino lo anima e chi lo incoraggia e lo ingigantisce attraverso il racconto sui media.

È il momento del rispetto, del legame vero e profondo con le persone. È il momento di porsi traguardi che siano all’altezza della profonda sofferenza sociale in cui siamo immersi, sofferenza che alimenta diseguaglianze, fatiche, dolori.

Il dovere della politica e di tutti coloro che agiscono sulla scena pubblica è far crescere il sentimento della solidarietà come sentimento pubblico che faccia del nostro Paese una grande comunità. Dobbiamo farlo prima che sia troppo tardi. Prima che le fatiche, le diseguaglianze, le sofferenze, l’ansia di tanti giovani per il futuro non si traducano in risentimento, ribellione, rifugio nella solitudine amara.

Le forze politiche che sono al governo e che si stanno cimentando con problemi molto duri e inediti e ricercano le strade di nuove riforme non devono dimenticare mai che un riformismo dall’alto ed un riformismo senza popolo è perdente. Dunque è loro compito primario trovare le parole, compiere i gesti che li leghino alle persone, a partire dalla capacità di ascolto e di vicinanza. Bisogna riscoprire una pratica del buon governo e della politica per cui il legame con le persone, con il popolo di questo nostro paese è una priorità. Ho detto il legame e non l’apparire..!

Che si può praticare anche in fase di distanziamento fisico.

Non si può non trovare il tempo e le parole per dialogare con gli studenti che vogliono tornare a scuola, con gli assistenti sociali che chiedono di poter esercitare la loro preziosa funzione e dunque di essere contemplati tra le figure professionali per la cura delle persone, con i lavoratori precari che perdono il lavoro, con i giovani che sono inquieti sul loro futuro e su quei medici e operatori sanitari che rischiano la vita per salvare le persone.

Far crescere il sentimento della solidarietà deve essere avvertito da ciascuno di noi, dalle forze politiche, socilali, culturali, dai media come una emergenza, un dovere primario per vivere in modo costruttivo il tempo lungo della pandemia.

Il sentimento della solidarietà cresce se è animato dalla cultura e dalla pratica del prendersi cura delle persone. Prendersi cura della vita, prendersi cura delle persone deve essere l’orizzonte ideale e pratico della sinistra. È una grande scelta politica da cui possono nascere nuovi pensieri e nuove pratiche. Solo in questa radice e in questo orizzonte può rinascere la sinistra. Solo se essa sarà protagonista della tessitura di legami umani e sociali, di prendersi cura delle persone, di ricostruirsi popolo che esercita una cittadinanza attiva.

La proposta di Papa Francesco contenuta nella sua Enciclica “Fratelli”  “Costruire una Fraternità universale ed una amicizia sociale” è anche una proposta politica, di pratica sociale che può e deve alimentare una politica popolare. Solo questa pratica del prendersi cura delle persone può far rinascere la democrazia, nutrirla, renderla efficace, renderla costruttrice di comunità.

Tante azioni di presa in carico delle persone che svolge il volontariato non sono altro dalla politica, devono essere sostenute, illuminate, incoraggiate come pagine belle di solidarietà e di democrazia e devono essere praticate anche dalla politica e dai partiti politici. Riformare il nostro Paese significa renderlo umano, servono le politiche che investano sui grandi beni comuni ma serve l’azione quotidiana che con i gesti della vita quotidiana creino legami umani e sociali. È compito della politica inventare quei Poeti Sociali di cui parla Papa Francesco che non si battono per i poveri ma con i poveri per farli diventare cittadini attivi nella vita della comunità.

Livia Turco 

Ius soli: dopo 16 anni è tempo di approvare la legge

13 Giugno, 2017 (16:40) | Dichiarazioni, Senza categoria | Da: Redazione

“La prima legge di riforma della cittadinanza fu depositata in Parlamento il 1 agosto 2001 (legge Turco-Violante n.1463) ormai ben 16 anni fa. E’ arrivato, dunque, il tempo di approvare il disegno di legge sullo ius soli. Sarebbe un inaudito schiaffo morale se il Parlamento non arrivasse al traguardo di una legge equa, giusta, umana”.

Lo dichiara Livia Turco, ex ministro della Solidarietà sociale che con Violante firmò la prima proposta di riforma della cittadinanza in Italia.

“Riconoscere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia è ormai una necessità - sottolinea Livia Turco - L’esperienza diretta vissuta con questi bambini, ragazze e giovani conferma che strumenti fondamentali della integrazione sono la scuola il sostegno alle famiglie, la socialità dei quartieri, lo sport ma è altrettanto fondamentale sentirsi riconosciuti come italiani anche dalla legge”. “Le norme basate sullo Ius sanguinis sono ormai una anomalia in Europa. Persino la Germania - aggiunge Turco - riconosce la cittadinanza ai figli dei migranti prima dei diciotto anni”.

Infine, “dobbiamo avere molto presente che per prevenire il conflitto delle seconde generazioni che non si sentono riconosciute ed integrate bisogna agire ora, con politiche di vera integrazione che riconoscano i diritti ed insegnino ai bambini ed ai ragazzi l’obbligo dei doveri” conclude. (ANSA).

Sogno una società materna e autorevole

30 Maggio, 2017 (08:03) | Interviste, Senza categoria | Da: Redazione

Non rinnego nulla. Ero militante con D’Alema e lo sono con Giachetti…

28 Maggio, 2016 (17:06) | Interviste, Senza categoria | Da: Redazione

Il PD che vorrei: “Tolleranza zero contro la povertà”

17 Ottobre, 2013 (17:28) | Articoli pubblicati, Senza categoria | Da: admin

di Livia Turco, da L’Unità del 17 ottobre 2013

Oggi, giornata mondiale della povertà,tra convegni e parole di circostanza, c’è una iniziativa concreta che mi piace raccontare, l’Istituto Nazionale Malattie della Povertà e delle Migrazioni (che avevo avviato quando ero Ministro della Salute, compiutamente realizzato  poi dai miei successori, diretto ora dalla Dottoressa Mirisola, ed in cui svolgo attività di volontariato con sede presso lo storico ospedale S.Gallicano) porta da oggi, per una intera settimana e poi in modo permanente una volta al mese, il Camper Salute e Solidarieta’nei quartieri piu’difficili di Roma,dove maggiore è l’esposizione al rischio della povertà.

Offerto gratuitamente all’Istituto dalla Banca Nazionale del Lavoro,il camper si sposterà nei quartieri per incontrare le persone,informarle dei servizi sanitari a loro disposizione ed offrire loro interventi concreti di tipo oculistico, dermatologico,odontoiatrico,ginecologico.Un esempio concreto di quella medicina vicina ai cittadini, che va loro incontro per sollecitarli ad avere cura della propria della salute.

L’Istituto è dotato di ambulatorio che ogni giorno offre assistenza sanitaria gratuita a chi è più povero,agli immigrati anche privi del permesso di soggiorno,a tanti italiani. Colpisce vedere le lunghe file che attendono l’apertura dell’ambulatorio, ma anche la  professionalità e  l’umanità del personale  medico e sanitario che prende in carico le persone. Un esempio di buona sanità che si misura con la sua sfida più difficile: l’equità.

Come è noto la povertà è un determinante della salute. Le condizioni socio economiche incidono sulle condizioni di salute. Negli ultimi due anni le persone si curano di meno perche”dotati di minori risorse. Questo riguarda le persone più povere ma anche quelle del ceto medio. Tra gli adulti in difficoltà sono i disoccupati a morire prima,ammalarsi di più, a ricoverarsi di più in condizioni più severe e con esiti più sfavorevoli, seguiti dalle madri sole con figli a carico.

Le condizioni economiche e sociali sfavorevoli incidono fin dalle politiche di prevenzione che non sempre riescono a raggiungere i più poveri e non sempre sono da essi comprese nel loro valore ed utilizzate in modo adeguato. Dunque, per promuovere la salute bisogna combattere la povertà, attraverso il lavoro, l’istruzione ed un sistema sanitario universalistico e solidale. Da questo punto di vista e’una buona notizia quella che il governo abbia bloccato i tagli annunciati alla sanità.

Sono  importanti i provvedimenti adottati per la scuola pubblica, per creare lavoro. Mentre restano profondamente inadeguati gli interventi per la rete dei servizi sociali e la lotta alla povertà.E’certamente positivo che siano incrementate le risorse  per la social card. Ma sulla lotta alla povertà era doveroso operare una svolta ed avviare seppure con gradualità il reddito minimo di inserimento, annunciato dal Presidente del consiglio nel suo discorso programmatico alle Camere, ripetutamente riproposto dal Ministro del lavoro.

Se si vuole dichiarare tolleranza zero verso la povertà se la si vuole davvero estirpare bisogna che essa diventi una grande priorità. Servono politiche generali capaci di creare lavoro e sviluppo. Servono politiche che investano sulla scuola pubblica fin dall’infanzia. Ma servono anche politiche mirate come la rete integrata dei servizi sociali ed una integrazione al reddito collegata ad una misura di reinserimento sociale.

Nel 1997 con il governo dell’Ulivo nel quartiere Spagnoli di Napoli ed a Reggio Calabria facemmo un patto con le mamme  povere affinché portassero i loro figli a scuola in cambio di un reddito e verificammo che in quel modo si può vincere  la battaglia contro la poverta’minorile e l’abbandono scolastico. Si abbia dunque il coraggio di adottare,seppure in modo graduale,a partire dalla povertà assoluta,questa misura presente in tutti  i Paesi  Europei. E’una politica non più rinviabile  da parte di un governo che abbia a cuore l’equita’sociale e l’attenzione concreta agli ultimi.

“Tolleranza zero contro la  povertà” dovrebbe essere una parola d’ordine del Partito democratico, dovrebbe animare con ricette concrete il nostro dibattito congressuale. Mi auguro che ci sia una competizione proprio su questo tema.La  questione dovrebbe animare anche i circoli del PD. Avevo partecipato con molta gioia alla iniziativa promossa da Pierluigi Bersani nel quartiere Corviale di Roma.

Quante cose utili potrebbero fare i circoli del Pd …dal rapporto con le esperienze di volontariato,alla frequentazione di luoghi come le mense della Caritas,attivando progetti concreti per le persone e le famiglie,orientando i governi locali a promuovere le politiche giuste e necessarie. Combattere sul territorio la  povertà guardando negli occhi  le persone che ne sono coinvolte e che tante volte per dignità tengono nascosta la loro condizione, prenderle per mano e progettare insieme le soluzioni, le vie d’uscita…questo farebbe un vero partito. Non so se nuovo o vecchio ma certo immerso nel nostro tempo ed utile alle persone.

Livia Turco

Al via la Prima Conferenza nazionale sull’immigrazione

23 Marzo, 2011 (17:29) | Senza categoria | Da: Livia Turco

Si svolgerà il 25 e il 26 marzo a Roma la Prima Conferenza nazionale sull’immigrazione promossa dal Forum immigrazione del PD. “Oltre la paura per l’Italia della convivenza”, questo il titolo della manifestazione che sarà aperta da Livia Turco, in qualità di presidente nazionale del Forum. Venerdì l’intervento del segretario del PD Pier Luigi Bersani e sabato quello di Massimo D’Alema.

Leggi il programma del Forum