Teramo: Livia Turco incontra l’Anfass
27 Marzo 2008 | ||
14:30 | to | 15:30 |
Giovedì 27 marzo ore 15.00: incontro al centro Diurno ANFASS di Sant’Atto (TE)
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Giovedì 27 marzo ore 15.00: incontro al centro Diurno ANFASS di Sant’Atto (TE)
27 Marzo 2008 | ||
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Con una lettera a Il Riformista ho voluto rispondere ad alcuni importanti quesiti sulla legge 194 sollevati da Claudia Mancina
di Livia Turco
Pubblicata su Il Riformista del 19/03/08
Caro direttore,
ma è proprio vero, come scrive Claudia Mancina (cfr. il Riformista di venerdì scorso), che la 194 è una legge di ispirazione perbenista, un esempio perfetto del catto-comunismo fine anni ’70? A tale convinzione Claudia Mancina arriva riflettendo ai margini della vicenda degli aborti illegali di Genova, riuscendo a portare alla luce un aspetto poco esplorato della 194. Quello delle modalità pratiche, reali e personali con le quali viene effettivamente garantita l’interruzione volontaria di gravidanza. Modalità che, scrive Mancina, possono andar bene a chi vuole “non essere lasciata sola” ma che potrebbero risultare invasive per altre donne che vorrebbero vivere la scelta di rinunciare alla gravidanza in piena privacy. Senza trafile o certificazioni di stampo burocratico. In effetti, e qui Mancina ha pienamente ragione, su queste tematiche è come se fosse calato un velo. Una sorta di rimozione da parte di tutti noi. Compresi i sostenitori convinti della validità e della “non modificabilità” della 194. Si parla infatti molto di prevenzione dell’aborto ma poco o per niente dei modi e degli ambiti sanitari, logistici, pratici insomma, dell’interruzione di gravidanza. E il rischio, come emerso dalle molte segnalazioni di questi ultimi mesi, di una deriva burocratica nell’applicazione della 194 c’è. Eccome.
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Venerdì 14 durante l’incontro promosso dall’Associazione “A Sinistra per” sul tema “Il Lavoro e la moderna questione sociale” dopo aver ascoltato i numerosi e significativi interventi degli amici presenti, ho voluto ribadire alcune convinzioni sul tema in discussione. La questione lavoro non può essere ridimensionata soltanto alla redistribuzione, c’è un problema concreto di redditi e di condizioni di vita delle persone, ma anche aspetti legati alla democrazia e alla capacità di incidere sulle scelte politiche. Ossia, il posto di ognuno nella società e la possibilità concreta che ognuno possa davvero decidere della propria vita. Per questo la moderna questione sociale non può prescindere dalla questione della dignità del lavoro, dignità che si costruisce secondo precisi assi: sullo sviluppo e la crescita economica, indispensabile per combattere le disuguaglianze e sull’investimento sulle persone, sul loro benessere. Sicurezza del lavoro come patrimonio del lavoratore stesso, una rete di servizi efficiente e una forte spinta verso l’occupazione delle donne che non sono il problema ma la soluzione. Occorre raggiungere un nuovo compromesso alto tra lavoro e imprese che non può essere solo lotta al precariato o liberalizzazione, ma un nuovo modello sociale.
14 Marzo 2008 | ||
09:30 | to | 14:00 |
Convegno dell’Associazione “A Sinistra”
LAVORO E MODERNA QUESTIONE SOCIALE
Roma, 14 marzo 2008 dalle ore 9,30 alle ore 14.00
Via S. Andrea delle Fratte, 16 (vicino Piazza di Spagna)
Presiede: Massimo Brutti
Introduce: Carlo Ghezzi
Intervengono: Baretta Pier Paolo, Comencini Francesca, Gentili Sergio, Maulucci Marigia, Musi Adriano, Nerozzi Paolo, Vita Vincenzo
Conclude: Livia Turco
Bene che le donne assumano responsabilità importanti
di Livia Turco, 13/03/08
Considero la designazione di Emma Marcegaglia alla guida della Confindustria una buona notizia. Sono sempre stata dell’opinione che le donne dovessero acquisire posizioni di responsabilità nel nostro Paese che resta tra i più maschilisti d’Europa. Ed Emma Marcegaglia è donna di carattere, di grande competenza e di spiccata sensibilità verso la necessità di un positivo equilibrio tra lo sviluppo e l’innovazione della nostra rete produttiva e il miglioramento dei contesti lavorativi dal punto di vista economico e della stessa qualità del lavoro.